Veronika Kudermetova: “Il calendario non favorisce la salute delle donne. Errani-Paolini? Rapporto raro” [ESCLUSIVA]
Ad inizio anno, era stato sorprendente apprendere il suo forfait per l’Australian Open 2026, salvo poi ricevere da lei stessa una spiegazione più dettagliata a riguardo. Veronika Kudermetova, di fatto, non è ancora scesa in campo in questo 2026 e la sua ultima apparizione risale all’8 novembre 2025, nell’ultimo atto delle WTA Finals di doppio, quando vinse in coppia con Elise Mertens. Al singolare, addirittura, si va ancora più indietro nel tempo, perché la russa è rimasta ferma alla sconfitta contro Jasmine Paolini al 2025 AUX Ningbo Open. L’assenza dal circuito WTA l’ha fatta inevitabilmente crollare in classifica al n. 87 e una data di rientro, in realtà, non è ancora stata fissata. Abbiamo dunque intervistato, in esclusiva, Veronika Kudermetova, che si è aperta su tanti temi ‘chiacchierati’ nell’ultimo anno, dalla querelle con Holger Rune, fino al cambio di bandiera della sorella Polina (che ora rappresenta l’Uzbekistan), fino al delicato passaggio sulla richiesta da parte di alcune colleghe di inibire russi e bielorussi dal tennis. D: Innanzitutto, come sta andando la tua riabilitazione? Puoi raccontarci esattamente cosa è successo e quando potremmo rivederti nel circuito WTA?Veronika Kudermetova: “Grazie per l’interesse che dimostri per la mia salute. Al momento, secondo i parametri medici, tutto procede come dovrebbe. Per ora preferisco non affrettare le cose né fornire dettagli: preferisco tenerlo per me”. D: A 29 anni, è il momento di fare il punto sulla tua carriera fino ad ora. Cosa pensi di dover ancora realizzare?Veronika Kudermetova: “Sì, a 29 anni si è già abbastanza maturi. Grazie a questa pausa nella mia carriera, ora ho l’occasione di guardare alla vita reale. Mi sto rendendo conto che il tennis è solo una piccola parte di essa e che ho bisogno di vedere le cose in modo più ampio. Quindi, per rispondere alla tua domanda, sono orgogliosa di ciò che ho già raggiunto nel tennis. Per quanto riguarda il futuro, solo il tempo lo dirà. Quello che posso dire con certezza è che quando tornerò, vedrò tutto con occhi diversi“. D: Hai ottenuto risultati migliori in doppio rispetto che in singolare. Hai mai pensato di dedicarti esclusivamente al doppio, o è qualcosa che intendi fare in futuro?Veronika Kudermetova: “In realtà è buffo: senza concentrarmi sul doppio, come dici tu… Non me la cavo male… Forse non dovrei cambiare nulla? Il singolare è sempre stato la mia priorità e, finché riuscirò a essere competitiva, continuerò a giocare in singolare. Ha una sua energia particolare e mi piace. Più avanti, quando diventerà fisicamente più difficile, allora forse passerò a giocare solo in doppio“. D: Hai delle amiche nel circuito WTA? Se sì, chi sono?Veronika Kudermetova: “Ognuno ha la propria idea di cosa significhi la parola “amico”. Per quanto mi riguarda, credo che nella vita si possano avere al massimo due o tre veri amici. Quindi, nel circuito WTA, non ho amiche: ci sono ragazze che conosco con cui ho ottimi rapporti. Forse, una volta smesso di giocare a tennis, alcuni di questi ottimi rapporti potrebbero trasformarsi in qualcosa di più, ma finché giochiamo, siamo rivali“. D: Hai giocato molte volte in doppio contro Jasmine Paolini e Sara Errani. Cosa le distingue dalle altre coppie? Raccontaci cosa percepisci da avversariaVeronika Kudermetova: “Ciò che contraddistingue Jasmine e Sara è proprio questo tipo di rapporto, piuttosto raro nel circuito. Sono sempre insieme e si sostengono a vicenda in ogni partita. Sara è sempre presente alle partite di singolare di Jasmine, sta sempre nel box di Jasmine, sia come allenatrice che come mentore più esperta. Inoltre, Sara è sempre pronta a dare la priorità alle partite di singolare di Jasmine senza esitazioni. Penso che la fiducia e la dedizione siano la ragione delle loro prestazioni di successo negli ultimi anni”. D: Cosa ne pensi della protesta dei giocatori contro il Roland Garros? Boicotteresti il torneo?Veronika Kudermetova: “È difficile non essere d’accordo con i giocatori su questo tema. Se si esamina la ripartizione dei ricavi dei tornei tra giocatori e organizzatori, la situazione è decisamente ingiusta nei confronti dei giocatori, attorno ai quali tali ricavi vengono generati. Molti si sono già espressi su questo argomento e non c’è molto da aggiungere. Situazioni simili si sono verificate nella NHL, nella NBA, nella NFL e in altre federazioni dove, fortunatamente per gli atleti, alla fine tutto si è risolto con una comprensione reciproca. Spero che la giustizia prevalga anche nel tennis e che non sia necessario un boicottaggio“. D: Dato che sei sposata con il tuo allenatore, probabilmente sei più sensibile a questo tema rispetto alla maggior parte delle persone: cosa ne pensi della politica sulla maternità promossa dalla WTA?Veronika Kudermetova: “Non so se mi siano sfuggiti dei cambiamenti. Ma fino a poco tempo fa, credo che la WTA abbia fatto un buon lavoro sulla questione della maternità. È un aspetto davvero importante nello sport femminile professionistico e dovrebbe essere la priorità assoluta. Detto questo, il calendario impegnativo, con tornei obbligatori ma in numero limitato, non favorisce la salute delle donne, figuriamoci i loro progetti di maternità. Ma questo è un altro discorso, e molte giocatrici hanno alzato la voce e continuano a sollevare questo importante argomento”. D: Ti sei mai pentita di aver rivelato quei dettagli su Holger Rune?Veronika Kudermetova: “Ne ho già parlato. La conversazione era privata e mi era stato detto che le telecamere erano spente, ma poi si è scoperto che non era così. Quando l’intervista è stata pubblicata, era ormai troppo tardi per fare qualcosa. Il mio errore è stato quello di fidarmi senza controllare l’intervista prima della pubblicazione. Ho imparato una lezione di vita. Mi dispiace per quanto è successo: non sarebbe mai dovuto accadere“. D: Cosa ne pensi del fatto che tua sorella Polina abbia deciso di rappresentare l’Uzbekistan?Veronika Kudermetova: “In quel momento, è stato uno shock. Non riuscivo a immaginare che potesse succedere una cosa del genere. Ma era ormai un fatto compiuto: qualcosa che non si può cambiare e che bisogna semplicemente accettare. È stata una scelta di Polina, e non ho alcun diritto di giudicare né lei né la sua decisione. Per me rimane la mia unica sorella, che amo moltissimo e alla quale auguro solo il meglio”. D: Qualcuno ha chiesto che russi e bielorussi vengano esclusi dal circuito. Cosa ne pensi?Veronika Kudermetova: “Cosa si può dire — o addirittura spiegare — a chi divide le persone in base alla nazionalità, al colore della pelle o alla religione? Rispondi tu a questa domanda al posto mio. Grazie a Dio, ci sono persone più ragionevoli, intelligenti e comprensive — e loro non si immischiano nella politica”. ...